Progetto Parini Bistrot

 

Per fronteggiare il senso di solitudine e la mancanza di “ normalità ”nel periodo Covid nascono il “Parini Bistrot” e l”(E)Laboratorio”

In questo periodo difficile per tutti causa pandemia, ci siamo trovati a dover riorganizzare tanti aspetti della vita quotidiana, anche quella del Centro, che è stata completamente rivoluzionata!

Già dalla riapertura del Centro, che è stata possibile dal Luglio 2020, ci hanno accompagnato molteplici restrizioni sanitarie, indispensabili a garantire la sicurezza di operatori ed ospiti: i gruppi che prima erano numerosi si sono ridotti a numeri piccoli; ogni persona per necessità è distante dall’altra e portiamo la mascherina che interferisce con la normale possibilità di comunicazione, aumentando la sensazione della solitudine; la mensa ed il momento di condivisione del pranzo non sono permessi, con conseguente perdita di un momento di socializzazione (oltre che di possibile incremento delle autonomie personali).

A questo si aggiunga la chiusura di spazi ricreativi esterni, l’interruzione di attività sportive, l’impossibilità di effettuare uscite sul territorio, la preoccupazione per la salute propria, dei compagni e degli affetti intorno; tutto questo incrementa la mancanza della cara “sensazione di normalità”, che caratterizzava in passato le nostre giornate al Centro, e la percezione di perdita delle abitudini quotidiane, che forniva un continuo senso di sicurezza e benessere.

A piccoli passi e seguendo sempre l’ evoluzione della storia sanitaria e politica della pandemia, abbiamo fatto (e stiamo effettuando) continui riaggiustamenti/miglioramenti, per cercare di far attraversare nel modo migliore alle persone con disabilità questo periodo e per traghettarle con meno ripercussioni possibili verso la ripresa di tutte le attività e di una “normale” quotidianità.
Cosa poter fare dunque per sopperire a questo senso di solitudine, all’isolamento e alla mancanza delle nostre care abitudini?

Ecco nascere alcuni progetti alternativi: grazie alla possibilità di mettere a posto una parte dello spazio sul piazzale antistante l’edificio che ospita il Centro Iona e grazie ad un’idea e all’opera del  nostro Responsabile della Manutenzione, si è creata un’area svago all’aperto, con pavimentazione in legno, tettoietta, sedie e  tavolini, molto simile ai “dehors” tipici dei bar/caffè (a cui in questo periodo non ci è stato possibile accedere).

Ai piccoli gruppi piace sedersi per rilassarsi e gustare un caffè o un te per spezzare le attività della giornata e (pur tenendo i distanziamenti e seguendo le norme di sicurezza) ritrovare una dimensione di normalità, chiacchierando, condividendo riflessioni e desideri, sentendosi gratificati da questi piccoli riti scacciapensieri; il tutto  al “Parini Bistrot”, la nostra caffetteria casalinga aperta anche quando per decreto tutte le altre erano chiuse!!!

Altro progetto nato in questo periodo è l’(E)Laboratorio: solitamente nel periodo pre-Covid, erano gradite le attività in gruppo, ma le preferite erano quelle in rapporto individuale, sia che si trattasse di colloqui di sostegno, che di attività di musicoterapia, artistiche, espressive, ecc.

Dopo il rientro al Centro e quindi dopo un periodo trascorso maggiormente in solitudine,  proprio dalle persone con disabilità è nata la richiesta di poter parlare di sé, delle proprie preoccupazioni e speranze e di svolgere varie attività gradite, ma non più in rapporto uno-uno, bensì condividendo il tempo e gli spazi con i compagni del piccolo gruppo di appartenenza.

L’(E)laboratorio è cresciuto ed è diventato uno spazio di condivisione e di gestione delle emozioni sottostanti agli eventi vissuti (o ascoltati tramite i media), in questo periodo connotato quotidianamente dalla pandemia, ma anche un metodo per decodificare quale sia per ognuno il proprio modo di ‘stare meglio’, o di ‘procurarsi benessere’, tramite la parola, la musica, il ballo, la scrittura, ecc.

Da questo periodo che mai dimenticheremo dunque qualcosa di buono alla fine ne è sortito: questi progetti nati per ‘rimediare a qualcosa’ che mancava, si sono rivelati preziosi e si sono trasformati in qualcosa da continuare a portare avanti anche quando tutto quanto intorno rientrerà verso l’amata consuetudine.

Antonella Lamia

Psicoterapeuta Anffas-Centro Iona


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